30.07.2010

ENTI DI SOCCORSO UNITI, ESERCITANO LA COLLABORAZIONE


E’ stato un dispositivo di soccorso imponente quello messo in atto il 4 ottobre scorso in Valle Verzasca, sulla cantonale ai bordi del lago, a seguito di una simulazione di un grave incidente con parecchi feriti. Una settantina i soccorritori impegnati, appartenenti a ben 7 enti di soccorso cantonali. La scena del disastroso incidente ha visto uno scontro frontale tra un’autovettura e un furgoncino. Quest’ultimo a seguito dell’urto è uscito di strada ed è andato a cadere nella scarpata sottostante, toccando il lago. Ben 15 i figuranti vittime. All’esercizio combinato, promosso dalla Società Svizzera di Salvataggio (SSS) per commemorare i suoi 75 anni di attività e dalla Sezione di Bellinzona della SSS per i suoi 25, hanno partecipato come detto ben sette enti di soccorso attivi sul territorio cantonale, praticamente tutti e per tutti i tipi di terreno: acqua, terra, fuoco e aria (da qui il nome SEAL ‘08 dato all’esercizio). In particolare erano presenti con i loro uomini: la Polizia cantonale (Sezioni stradale e lacuale), la Federazione cantonale ticinese dei Corpi Pompieri, la Protezione Civile (supporto logistico), la Federazione cantonale ticinese dei Servizi Ambulanze, il Soccorso Alpino Svizzero, la REGA e la Società svizzera di Salvataggio, rappresentata da ben nove Sezioni sparse sul territorio cantonale (Ascona, Bellinzona, Brissago, Gambarogno, Locarno, Lugano, Mendrisiotto, Minusio e Tenero) e dagli amici del Gruppo Sub Verzasca. Scopo della grande esercitazione è stato quello di incentivare e testare la collaborazione con tutti gli enti di soccorso attivi sul territorio. Proprio un gruppo di salvatori della SSS (che l’esercizio ha voluto si trovassero già in Verzasca per una giornata d’aggiornamento) è stato il primo ad essere sul posto dell’incidente. “Come ci si aspetta da ogni persona formata alle basi del pronto soccorso – ci ha spiegato Alberto Belloli, presidente della SSS Bellinzona - i volontari della SSS hanno subito provveduto ad assicurare il luogo dell’incidente, hanno allarmato i soccorsi tramite il numero 144 ed hanno provveduto ad una prima valutazione della situazione mettendo in opera le misure immediate di primo soccorso”. “Per la sua gravità e grandezza, questo incidente rientra negli eventi maggiori che giustificano un vasto dispositivo di soccorso” – ha continuato Belloli – “Lo scopo è stato quello di verificare e mettere in opera le varie sinergie tra tutti gli enti partner della Protezione della Popolazione”. “Interessante – prosegue il nostro interlocutore – è anche accostare sul luogo dell’intervento enti e soccorritori professionisti con enti, come la Salvataggio o il Soccorso alpino svizzero, composti da volontari, debitamente formati, ma comunque di milizia”. L’intervento dei salvatori della SSS (tra cui alcuni subacquei) si è reso necessario, nella simulazione, poiché due persone del furgoncino (sul quale viaggiavano 8 passeggeri) a causa della caduta del mezzo sono finite nel lago. Il luogo volutamente impervio ha impegnato non poco i soccorritori nelle operazioni di estrazione delle vittime, sia dal furgone che dal lago. L’intero esercizio, durato circa tre ore e seguito da numerosi curiosi di passaggio, è stato diretto dal capitano della Polizia stradale Marco Guscio. Erano presenti pure il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, il tenente colonnello Giorgio Ortelli, capo della Sezione del Militare e della Protezione della popolazione, nonché il vice presidente della Società svizzera di Salvataggio Ernst Altherr e il presidente della Regione Sud della SSS Boris Donda. Al termine dell’esercizio, tutti gli enti e i loro soccorritori si sono riuniti per una valutazione complessiva e per discutere eventuali correttivi a favore di un’ancor maggiore efficacia nelle operazioni di salvataggio. “E’ stata una giornata molto utile – ci ha confermato Belloli – proprio perché ha permesso di rafforzare la conoscenza reciproca degli enti di intervento e di incentivare la collaborazione”. Al termine dell’esercizio, il capitano Marco Guscio, si è detto soddisfatto. Ulteriori valutazioni verranno ancora fatte all’interno dei singoli enti nei prossimi mesi. 75 anni di salvataggio nelle acque Questo esercizio è stato voluto anche per suggellare i 75 anni di vita della Società svizzera di Salvataggio (SSS), un ente membro della Croce Rossa svizzera che raggruppa ben 27'500 soci attivi in tutta la Svizzera, ripartiti nelle sue 132 Sezioni, di cui 14 presenti in Ticino. Ogni anno le Sezioni di salvataggio formano, a titolo di volontari, migliaia di soccorritori pronti ad intervenire in caso di incidenti nelle acque. Quest’anno (dati al 7 settembre) gli annegamenti in Svizzera sono stati 24 (19 uomini, 2 donne e 3 bambini). La maggioranza degli incidenti mortali, ben 12, è avvenuta nei fiumi, 3 nei laghi. Nessun caso di annegamento si è invece verificato in piscine. Tre persone sono invece purtroppo morte durante delle immersioni. Allo scopo di sensibilizzare la popolazione sui rischi nascosti dalle acque libere (fiumi e laghi), la SSS è molto attiva nella divulgazione delle norme basilari di prevenzione degli incidenti. Informazioni: Alberto Belloli, Presidente SSS Sezione di Bellinzona, tel. 076 576 51 86, bellinzona@sss.ch Boris Donda, Presidente SSS Regione Sud, tel. 079 704 59 33, bdonda@sunrise.ch La Società Svizzera di Salvataggio (SSS) è la maggiore organizzazione svizzera per la sicurezza in acqua. Riconosciuta da ZEWO come organizzazione umanitaria di pubblica utilità, essa si prefigge come scopo la prevenzione degli infortuni ed il salvataggio da situazioni d’emergenza di ogni tipo, in modo particolare in acque ferme e correnti. Con 27'500 membri in tutte le parti del Paese, essa opera secondo l’ideale della Croce Rossa, incoraggiando il nuoto come sport per tutti e il lavoro con i giovani.

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Athos Pedrazzoli

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Due anni dopo il mio corso per il Brevetto I, nel 1962 feci il corso per il Brevetto II. L'esame, condotto dal monitore responsabile Bruno Streckeisen, si svolse a La Chaux-de-Fonds in condizioni di particolare freddo, e ricordo tuttora che l'esaminatore ci chiedeva, invece del tuffo di salvataggio, un coraggioso tuffo di testa da una torre alta 5 metri. Successivamente successero molte cose, in particolare nella mia sfera privata: vennero al mondo tre figlie e per 5 anni frequentai l'istituto tecnico serale di Berna, oggi detto "Fachhochschule", scuola universitaria professionale. Così, solo nel 1970 e dopo il mio trasferimento da Soletta a Berna, iniziai a tenere il mio primo corso di Brevetto I. Nonostante l'acqua calda nella piscin
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